E invece: il 19 dicembre il CSM ha chiuso in fretta e furia la pratica, senza nemmeno ascoltare i candidati che erano stati testimoni delle irregolarità più macroscopiche e che si erano resi disponibili a raccontarle. E così, caso chiuso.
Come volevasi dimostrare.
Magra, veramente magra consolazione è che la decisione non sia stata presa all'unanimità, ma che invece alcuni magistrati abbiano votato contro, specificando con toni abbastanza polemici che:
"Il nostro voto contrario è determinato esclusivamente dall'esigenza di accertamento della verità. Esso (...) rappresenta una decisa presa di distanza da una logica di "tutela" preventiva ed incondizionata in favore di tutti i protagonisti istituzionali della vicenda, troppo frettolosamente ritenuti attendibili pur in difetto di quel "contraddittorio" con le voci dissonanti (i candidati) da noi richiesto e ribadito. Il voto contrario non significa quindi che riteniamo sussistere i presupposti per l'annullamento del concorso in via di autotutela, ma testimonia il nostro disaccordo su una risposta istituzionale del tipo "tout va très bien madame la marquise!".